blog Accetta un consiglio professionale dalla futura te stessa: trascorri un anno all'estero come au pair, ora!

Accetta un consiglio professionale dalla futura te stessa: trascorri un anno all'estero come au pair, ora!

Inserito da 9 aprile 2018 • 5 minuti di lettura
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Cosa può significare diventare un au pair

Trascorrere un periodo all'estero come au pair può fornirti esperienze, capacità e una serie di competenze trasversali molto ricercate dal mercato del lavoro attuale. In sostanza, ciò che serve per distinguerti dalla massa.


Perché dovrebbe interessarti

Le aziende diventano sempre più internazionali, il mercato si misura su scala globale e, mentre l'apprendimento e le tecnologie informatiche evolvono a un ritmo senza precedenti, il fattore umano continua ad essere il più rilevante. Il futuro appartiene a coloro che sono in grado di stabilire e mantenere proficue connessioni umane e professionali . Persone in grado di abbracciare culture e lingue diverse, di comprendere e anticipare le esigenze degli altri, soddisfacendole efficacemente.


In che modo puoi attenderti che questo accada

Per dirla con le parole di Einstein: " in mezzo al disordine trova la semplicità; tra la discordia l' armonia; in mezzo alle difficoltà si nascondono le opportunità". Bene, se non vuoi dare retta al buon zio Albert, fidati almeno di me. Ti parlo per esperienza personale: vivere all'estero ti metterà davanti a molte sfide. Ma ecco la buona notizia: l'eleganza e l'efficacia delle soluzioni con cui farai fronte a queste sfide condizioneranno, agli occhi dei selezionatori del personale che incontrerai in futuro, la tua idoneità al lavoro.



Un anno all'estero come au pair può di fatto farti venir fuori delle capacità che mai ti saresti aspettata di avere. 

Letteralmente, ti spremerà fino a farle venire fuori.


Più precisamente, ci si aspetterà da te che: 

  • superi le sfide legate al nuovo ambiente, il che significa che, aldilà dell'aiuto della famiglia ospite, dipenderai  unicamente da te stessa (scordandoti l' aiuto di amici e familiari a casa insomma). Dovrai poi affrontare la burocrazia del paese ospite, fare pace con le differenti pratiche lavorative e abitudini sociali, sforzarti di abbandonare la tua comfort zone fino a che non avrai affinato ingegno e resilienza.

  • sviluppi una serie di soft skills, come il team building, intelligenza emotiva, leadership e dal momento che dovrai avere a che fare con dei bambini, anche pazienza e assertività. Oltre a questo, dovrai imparare a fare i conti con risorse limitate, e spesso in valuta estera. 

  • fare tutto questo mentre sei occupata a fare tua una nuova lingua. Certo, a questo punto avrai forse già iniziato a studiarla (la maggior parte dei paesi ospiti richiede una certa conoscenza prima di accettarti come au pair), inoltre probabilmente avrai modo di frequentare un corso di lingua in loco (spesso le famiglie si fanno carico dei costi). Questo detto, impararla sarà un tuo compito e, credimi, non sarà sempre facile (disse il tizio che ancora si sbatte per perfezionare il proprio tedesco). 

Bene, se tutto questo ti ha spaventata, è arrivato il momento di vedere il lato positivo della faccenda. E cioè che, se riuscirai ad affrontare e superare queste esperienze (e se ci son riuscito io, credimi, anche tu puoi), alla fine del tuo anno all'estero avrai con ogni probabilità sviluppato quelle che il gergo del mercato del lavoro definisce enfaticamente come "capacità di analisi e comunicazione interculturale, attitudine al lavoro di squadra, flessibilità, comprensione dei differenti contesti culturali, capacità di adattarsi a nuove circostanze e di far fronte agli imprevisti".

In altre parole, dato un insieme di candidati con qualifiche comparabili, se potrai vantare tali attributi, ti distinguerai in modo netto tra la massa. Non c'è storia.



Come puoi trarre il maggior vantaggio da tutto questo

Entra in scena Seneca (filosofo stoico, un tipo decisamente interessante - da' un' occhiata a qualcuno dei suoi scritti se ancora non ti è capitato), con la famosa citazione "Non esiste un vento favorevole per il navigatore che non sa dove vuole andare". Per ottenere il massimo dal tuo anno alla pari all'estero, devi avere ben chiare le competenze che vuoi migliorare. Quindi, prima ancora di pensare di iniziare a guardarti intorno in cerca di una famiglia ospite in quel paese che ti attrae così tanto fermati e:

  • definisci, imposta, metti in essere il tipo di esperienza che presumibilmente ti aiuterà a fornirti le competenze che desideri maggiormente (è ragionevole attendersi che andare a stare con una famiglia con tre bambini e parecchi animali in una fattoria vada a creare esperienze/competenze diverse dall'aiutare a crescere un figlio unico nel cuore di una metropoli).

poi, una volta tornata a casa

  • sii pronta a capitalizzare l'esperienza, facendo in modo di presentare ai potenziali datori di lavoro le nuove competenze acquisite nella migliore luce possibile 


Questo è quanto per ora, almeno come primo spunto per una riflessione sull'argomento.


E ora puoi rilassarti, accarezzando l'idea di una futura esperienza all'estero mentre contempli la sottile ironia del fatto che una delle abilità di cui avrai bisogno all'inizio, cioè il "sapersi vendere" alla futura famiglia ospite , sarà forse quella che più ti servirà alla fine dell'intero processo, di fronte ad un futuro datore di lavoro. 

Il cerchio si chiude, come in un perfetto ensō.



Hai fatto un'esperienza alla pari all'estero che ti ha aperto le porte di una carriera? Trovi che le esperienze che hai fatto, o che ha imparato come au pair, si siano rivelate cruciali per il tuo sviluppo personale o professionale? 

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9 aprile 2018
Inserito da
Davide Contu